venerdì 17 giugno 2011

tutti indignados

Ieri mattina è successo quello che prima o poi mi aspettavo succedesse: la violenza durante una manifestazione di protesta del cosiddetto "movimiento 15-M", più noto forse anche in Italia come movimnto degli "indignados".
Le cose sono andate più o meno così: i manifestanti, dopo diverse settimane di sit-in pacifico di in plaça Catalunya (da cui i sempre simpatici mossos d'esquadra, la polizia catalana, avevano provato a sloggiarli a randellate un paio di settimane fa), si erano trasferiti in massa al Parc de la Ciutadella, davanti al Parlament de Catalunya dove ieri mattina era in programma una seduta parlamentare, per impedire l'ingresso dei parlamentari e protestare contro le retalladas, ossia i minacciati tagli alla spesa pubblica (tra cui inevitabilmente - o no? - a sanità, scuola, servizi in genere) resisi necessari dal grave buco di bilancio delle autonomie. Per questo fin dal giorno prima i mossos si erano presentati in zona in enorme numero e in un assetto da guerriglia urbana che ai più era parso decisamente eccessivo.
I problemi ci sono stati comunque: una frangia violenta di manifestanti (o infiltrati?) hanno finito per esagerare, alcuni parlamentari hanno dovuto essere scortati fin dentro il Parlament senza comunque riuscire ad evitare il confronto fisico, altri hanno dovuto arrivare in elicottero. Alla fine la seduta parlamentare si è fatta, le decisioni contestate verranno ovviamente prese, e tutti unanimi a condannare gli episodi di violenza e molti, più in generale, anche lo stesso movimento 15-M. Insomma, a indignarsi stavolta sono stati i politici e con loro buona parte dei media che ha dato grande eco alla vicenda.

Io non so cosa pensare di questi movimenti di protesta, lo dico francamente. Inizialmente ero molto scettico, pensando a una delle "solite" (almeno per noi italiani) proteste fini a sè stesse; poi ammetto di aver provato simpatia e ammirazione verso questi giovani che discutevano in pubblica piazza di problemi concreti e che indubbiamente sono gravi e universali e su cui non si può non essere d'accordo (lo strapotere delle banche, il malgoverno di molti politici, il fatto che a pagare per la crisi siano sempre e solo le stesse categorie di cittadini, ecc); alla lunga ha di nuovo prevalso lo scetticismo, dato che stringi stringi tutto quello che è riuscito a partorire il movimento è stato qualunquismo: "tutti i politici sono uguali" (stile Grillo, per intenderci, per il quale Moratti e Pisapia pari sono) e "no ai tagli". E grazie.
Nessuno vorrebbe i tagli ai servizi pubblici, ma è indubbio che in Spagna, e soprattutto nelle regioni autonome come la Catalunya, si sia speso più di quanto disponibile e che ci debbano essere dei controlli di bilancio. Se io ho 100 e spendo 150 non arrivo a fine mese, e lo stesso deve valere per i soldi pubblici. Incredibilmente per noi italiani, molte di queste "spese pazze" sono effettivamente state fatte in servizi e non sono finite al 100% nelle tasche di politici e faccendieri. Qui sono abituati bene, diciamolo; sanità, servizi sociali, assistenza ad anziani e categorie disagiate, trasporto pubblico, istruzione, ricerca: tutto ad un livello che noi manco ci sognamo. Ma si sa, non si è mai contenti e si vorrebbe sempre di più. Non giustifico tagli indiscriminati, intendiamoci, nè mi schiero dalla parte della politica che anche qui come altrove ha sicuramente i suoi begli scheletri nell'armadio. Dico però che mi sembra troppo comodo e semplicistico dire "non parliamo coi politici, sono tutti uguali": vorrei anzi vedere dei rappresentanti del movimento degli indignados in parlamento per portare avanti le proprie istanze che sono poi quelle di tutti, e trattare proprio coi politici per ottenere risultati concreti. Non serve altro fumo, per ottenere dei passi avanti verso l'auspicata giustizia sociale l'unico mezzo, volenti o nolenti, è proprio la politica.
Altrimenti si rischia di perdere forza col passare del tempo, di diventare "parte del paesaggio", o peggio di essere screditati e sviliti da piccoli gruppetti di violenti che con il 15-M non c'entrano proprio niente, come è successo ieri, e a cui i poteri forti finiranno per appigliarsi per far passare tutto il movimento, e il molto di buono che comunque esprime, dalla parte del torto. Questo intendevo all'inizio di questo mio sconclusionato discorso, dicendo "è successo quello che prima o poi mi aspettavo succedesse"; strano non fosse successo molto prima. Davvero non vorrei più dover vedere Felip Puig, l'impresentabile "consigliere degli Interni" della Generalitat e quindi capo dei mossos, fare dichiarazioni da chulo come quelle di questi giorni ("C'è stato un eccesso di simpatia intellettuale verso gli indignados", tra le altre chicche tese alla delegittimazione) e giustificare l'uso intollerabile della violenza gratuita da parte della polizia che è capitato di vedere ("Molta gente ha capito che i cattivi sono cattivi e che la polizia deve intervenire").

1 commento:

  1. mah. io pure ho idee contrastnti in merito. Inizialmente la vedevo come una cosa positiva, poi, come prevedevo, hanno preso il sopravvento gli indignati di professione, mi sa. Tra l'altro ci sono parecchie differenze, per dire, tra quelli di Madrid e quelli di Bcn. Credo sia pure questione di tradizione tendenzialmente piu conflittiva, qui a bcn. dove c'e' sempre stata una forte presenza di anarchismo conflittivo (non mi metto a giudicare, eppure se rubano il cane ad un politico cieco se ne possono tranquillamente andare affanculo).
    Non so, il fatto e' che ormai son cinico, e pur ammirando molte delle loro iniziali proposte e iniziative non ho creduto al successo per nemmeno 30 secondi. Mi spiace, ma a ste cose non ci credo piu. In un mondo dominato da istituzioni sovranazionali come l'FMI, dove le distinzioni tra destra e sinistra hanno ormai fatto il loro tempo, c'e' ben poco da fare. Ognuno dovrebbe fare le sue piccole rivoluzioni nel proprio piccolo, nelle piccole cose. Oppure, no way, il sistema va abbattuto. Anche con la violenza. Non fa per me, ovviamente. Mi conosci. Eppure, questo e'. Io mi accontento di continuare a non votare e di altre piccole cose che mi permettono di andare avanti per lo meno con un poco di dignita', con le mie debolezze ed erroro, ovvio, che' siamo umani. Eppure, malgrado questo, riesco a guardarmi allo specchio la mattina. Anche senza essere andato in placa catalunya per neppure dieci minuti. A parte stamattina. QUando ho visto che sta cazzo di acampada interminabile e' ormai colonizzata da punkabbestia. Vabbe'.

    Saluti,
    Pinux

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